12.08.2009
Palla di Santa - Sacco di Rogne
Inutile tentare di respirare con la bocca, la bandana inumidita all'interno dal vapore dell'aria espirata dalla bocca e all'esterno ghiacciata dalla neve che sparata a 100 km/h si attacca come schegge di vetro.
2200 metri, si sale ancora, la visibilità oltre i 5 metri è solo un piacevole e remoto ricordo, la copertura della seggiovia copre fino alle ginocchia, il resto è esposto ad un vento gelido e una neve che sbattendo fa un rumore che copre la voce.
2400 metri, l'aria entra gelida nel naso, si scalda nei polmoni ed esce dalla bocca tentando di lasciare un bel fumetto bianco che viene spazzato via dal vento.
Siamo arrivati a destinazione, vorrei riscendere con la seggiovia e faccio segno all'addetto all'impianto che a gesti mi risponde nada e mi tocca affrontare il muro in mezzo alla tempesta.
La neve non scende, sale. Uso come riferimenti i paletti che delimitano la pista, la maggiorparte sdraiati per terra dal vento. Gli Iron Maiden nell'iPod mi dicono che ci possiamo vedere anche un altra volta, adesso non è il momento, i sensi mi servono tutti.
Il vento spinge di lato, sembra quasi che mentre stai frenando con il peso a monte qualcuno da dietro ti stia spingendo, e i piedi poggiati a terra non riescono a farti capire le condizioni e l'inclinazione del terreno.
Alle fine sfrutto un attimo di semivisibilità che mi concede il tempo, amplificato dalla lente della maschera e mi lancio giù per il muro, in pochi secondi possiamo dire che "precipito" a valle, data l'inclinazione della pista..
Suona il telefono, "si sono arrivato ti raggiungo subito.."
Torno alla base, prima di fare la stessa fine dell'omino che da 3300 anni è chiuso in museo che manda a quel paese tutti i visitatori con il braccio..;)

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