12.30.2009

Vai, vai, loro je bravi, je belli, je tedeschi



E mica scemo!!
Queste sono le parole che mi aveva detto il mio ex direttore di fronte alla mia lettera di dimissioni sulla sua scrivania.
Per la cronaca loro hanno lavorato oggi (30) e lavoreranno anche domani e riapriranno il 2.
Il bello è che quest'anno ho deciso di allungare le vacanze invernali fino al 11 gennaio, visto che quest'anno sono abbastanza lanciato e ancora non mi sono fatto male.
Il prezzo dello stagionale l'ho già ammortizzato, e non siamo arrivanti ancora alla fine dell'anno..

Ah dimenticavo, le vacanze sulla neve mi sono state regalate con il premio produzione di fine anno..

Vai, vai Amedeo, vai..

Una su tre ce la fa..


Il conto alla rovescia per Oclinez 010 quest'anno è saltato causa gente impedita che data la quantità impressionante di paturnie nel proprio cervello non è in grado di dirti si, vengo/no, non vengo.
Mi ritrovo la sera prima di partire a: inventare le copertine dei nuovi cantici, fare la valigia, telefonare per mezzo nord Italia perchè vengo accusato che 20 persone non vengono per colpa mia, e io nemmeno le conosco. Entro in doccia a mezzanotte e mezza.
Era dai tempi della Manzardo che non mi stressavo in tal modo (a proposito, lavorano anche domani, ma ne parliamo in un altro post).

Comunque sono contento per una persona perchè so che ha trovato quello che cercava, anche se non lo vuole ammettere.. ;)
Dai ciccio, se una delle tre ti ha colpito buttati, e sappiamo tutti chi è!!!

12.08.2009

Palla di Santa - Sacco di Rogne



Inutile tentare di respirare con la bocca, la bandana inumidita all'interno dal vapore dell'aria espirata dalla bocca e all'esterno ghiacciata dalla neve che sparata a 100 km/h si attacca come schegge di vetro. 
2200 metri, si sale ancora, la visibilità oltre i 5 metri è solo un piacevole e remoto ricordo, la copertura della seggiovia copre fino alle ginocchia, il resto è esposto ad un vento gelido e una neve che sbattendo fa un rumore che copre la voce.
2400 metri, l'aria entra gelida nel naso, si scalda nei polmoni ed esce dalla bocca tentando di lasciare un bel fumetto bianco che viene spazzato via dal vento.

Siamo arrivati a destinazione, vorrei riscendere con la seggiovia e faccio segno all'addetto all'impianto che a gesti mi risponde nada e mi tocca affrontare il muro in mezzo alla tempesta.
La neve non scende, sale. Uso come riferimenti i paletti che delimitano la pista, la maggiorparte sdraiati per terra dal vento. Gli Iron Maiden nell'iPod mi dicono che ci possiamo vedere anche un altra volta, adesso non è il momento, i sensi mi servono tutti.
Il vento spinge di lato, sembra quasi che mentre stai frenando con il peso a monte qualcuno da dietro ti stia spingendo, e i piedi poggiati a terra non riescono a farti capire le condizioni e l'inclinazione del terreno.
Alle fine sfrutto un attimo di semivisibilità che mi concede il tempo, amplificato dalla lente della maschera e mi lancio giù per il muro, in pochi secondi possiamo dire che "precipito" a valle, data l'inclinazione della pista..
Suona il telefono, "si sono arrivato ti raggiungo subito.."
Torno alla base, prima di fare la stessa fine dell'omino che da 3300 anni è chiuso in museo che manda a quel paese tutti i visitatori con il braccio..;)