11.02.2009

Alziamo il livello..



Gironzolando per i vari padiglioni dello Skipass di Modena 2010, mi sono lasciato

incuriosire da un tipo schizzatissimo che piazzava guanti.

In genere sono contro i soliti venditori che ti vogliono rifilare la robba a tutti i costi, ma in questo caso il tizio era abbastanza schizzato da andarmi a genio, e vendeva prodotti del calibro di SkullCandy e LeveL. In sostanza ti compravi sto paio di guanti o cuffie ad un buon prezzo e ti porti a casa un abbonamento per tutta la stagione di SnowBoardMag. Come dissi allo schizzato smisi anni fa di leggere riviste di sno, a volte troppo fanatismo e pochi fatti, a volte solo moda e niente trick, ma soprattutto, chi mi conosce lo sa, troppi moralismi.

Devo dire che SnowboardMag è davvero diverso, molte figure, tanta passione, livello alto ma non troppo da svogliare chi lo legge.

Mi riferisco all'editoriale del mese di ottobre, dove si fa una considerazione partendo dal trick che vedete sopra arrivando, o meglio cercando tra le file il livello italiano, che però non si trova. Il livello italiano è, triste a dirsi, bassissimo, anche se lo snowboard sta avendo una grande crescita anche nel Bel Paese.

Io credo e spero che nelle tue considerazioni del nostro paese non hai tenuto conto del mio (in inverno) adoratissimo Alto Adige, anzi, al diavolo tutto, SUDTIROL! Qui i park ci sono e spuntano come i funghi, solo così a memoria me ne saltano in mente 4, e sono anche tra i più famosi in Italia, di Pipe mi dici che se ne possono contare su due dita, ne ho uno a mezz'ora da casa e uno a tre quarti d'ora. Credo proprio tu non abbia tenuto conto di questa zona, probabilmente perchè siamo troppo alieni rispetto al resto d'Italia, ma questa volta mi va bene accettarlo.

Nei video quando uno gira altoatesino lo si riconosce, che sia italiano o tedesco, ormai ci comportiamo uguali, e anche noi italiani invertiamo i verbi come loro..

Ci vedi nei park girare come in casa, mancano solo le pantofole, abbiamo pantaloni rotti e giacca sporca, come se andassimo a lavorare. Nelle Apres Ski non ci vedi spesso, forse giù al Platzl a mangiare la pizza a fine serata, ma non facciamo 4 ore di strada per berci la birra sulle piste. Non ci facciamo le paturnie e diamo la colpa alla tavola se non riusciamo a girare sul kicker. Non ci mettiamo protezioni come se andassimo in guerra per fare un kicker da mezzo metro e un box da 80 cm. Non ci facciamo le foto vestiti tirati per metterle su FaceBook, montiamo i video con i trick da sbattere su YouTube..

Le differenze ci sono, e le si vede soprattutto nell'atteggiamento in pista e fuori..

Dimenticavo, lo schizzatissimo che mi ha regalato l'abbonamento è Chicco Ciapponi, un pro italiano, e prima di dirmi chi era ce la siamo chiacchierata alla grande, senza che se la tirasse. Questo è l'atteggiamento che ci vuole, altrimenti per tutti gli altri c'è sempre Cortina D'Ampezzo..

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