10.14.2009

Un tuffo indietro..




Questa sera non avevo voglia di mangiare a casa, prendo, mi infilo il casco ed esco, anche se non ci entro da una vita, finisco nell'unico posto nel quale vai a mangiare se non sei a casa. Diciamo pure in un certo periodo della mia vita se non ero a casa ero la.
Ci lavoravo, portavo le pizze, quando non lavoravo stavo la, perchè ci lavoravano gli amici e tra una consegna e l'altra ci si faceva quattro risate, dopo la chiusura stavamo li fuori ore a sparare cavolate, sempre le stesse ogni sera, sempre più esagerate e ci facevano sempre più ridere.
Sono passati quasi dieci anni, ho riassaggiato tutte le sfaccettature che normalmente si dimenticano..
La solita cameriera che cambia ogni mese, le mance, il "chi arriva prima prende il motorino migliore" e il classico furbo che lo prenota il giorno prima, Mauri che ti chiama proprio nei giorni di festa e non puoi dire di no, ti portavi le cuffie e walkman se no non ti passava più e facevi 4 giri di cassetta ogni sera, il freddo, il freddissimo, le consegne lontanissime con 1 pizza e 0 mancia, i portoni assurdi che non esistono mentre piove a dirotto e dopo mezz'ora ti accorgi che hai sbagliato via, le scorciatoie passando per la campagnia dove faceva ancora più freddo e ancora più buio, il compagno che non si sa come ma fa sempre più pizze di te, la signora che puntualmente ti lascia la mancia, i calzoni che quando li portavi avevano la boccetta di sugo a parte che ovviamente si rompeva alla prima curva, Mauri che ci prova con la cassiera finchè non si licenzia.
Tutto questo per 30-40 mila lire a serata, che al tempo ci si faceva ancora qualcosa..
Oggi se uno ha portato le pizze a 15 anni te ne accorgi subito da come guida in scooter..

1 commento:

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good